Una Pasqua con affetto e felicità – An Easter with love and happiness

Di: giusepe

Apr 6 PM

Categoria: Life

8 commenti

Apertura:f/5.6
Lunghezza focale:96mm
ISO:100
Otturatore:1/12 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

Se c’è una cosa che mi è stato insegnato, in vita mia, è che uno può fare quello che vuole, ma le feste si passano a casa. Il fatto che me lo abbiano insegnato, poi, non vuol dire che io lo abbia imparato a fare.

Sono ormai troppi gli anni che non passo una festività con la mia famiglia, la famiglia in cui sono nato, anche se, va detto, nel mio caso c’è da fare qualche distinzione. La morte di mia madre, prima, la fuga di mia sorella da casa, poi, le presenze quasi forzate (più dal mio senso di dovere che non da mio padre) a casa della sua nuova donna e le assenze, per lavoro, di mia zia, avevano contribuito a farmi vedere, in queste festività, più un qualcosa di obbligato, di dovere, che non un piacere in sé. Un dovere a cui, crescendo, maturando e potendo decidere della propria vita, ho preferito rinunciare.

E se da un lato ho sempre provato un po’ di senso di colpa a telefonare a mio padre per “fargli gli auguri”, chiamandolo dalla Thailandia, dalla Cambogia, dal Laos o non chiamandolo affatto dalla Birmania, dall’altro lato sono orgoglioso di chiamarlo, quest’anno che Pasqua coincide anche con il suo compleanno, dalla Bangkok in cui  trascorrererò le attuali e future festività con la mia, di famiglia. Con mia moglie e madre dei figli che verranno, insegnando loro che è importante trascorrere le feste in famiglia, ma solo se fatto con quell’affetto e felicità che in ogni famiglia dovrebbe esserci. Ma che è importante lo stesso, pur non essendo alla stessa tavola per Pasqua o Natale con i nostri cari, esserci voluti essere, ovunque siamo e ovunque, nel caso dei miei figli, un giorno saranno.

E, oggi, mangiando agnello in un ristorante libanese, dopo la messa, davanti a Lucija e alla sua panciotta, avrei voluto davvero mio padre e mia zia accanto a me, insieme a mia madre e mia sorella, ma solo se ci fosse stato quell’affetto e quella felicità di cui quasi non ho più il ricordo.

Ma che scrivendo e leggendo queste righe spero di aver trasmesso.

If there’s something that I’ve been taught in my life,  it’s that one can do everything he wishes to, but one has to be home for the holydays. The fact that this was taught to me then doesn’t mean that I also learned  to actually do it.

It’s been to many years that I don’t spend a holyday with my family, the family where I was born, although, it must be said, in my case some distinction is necessary. My mother’s death before and my sister’s runnig away from home then, the almost forced continuous presences (forced more by my sense of duty rather than by my father) at his new girlfriend’s home and my aunt’s absences for work, all contributed to make me see, in these holydays, something more of obligation or duty rather than pleasure in itself. A call of duty to which, growing, maturing and having the power to decide over my own life, I preferred to renounce.

If on one hand I always felt a little guilty to phone to my father only to “shout good wishes”, calling him from Thailand, from Cambodia, from Laos or even not calling him from Burma, from the other side I feel proud to call him this year that Easter coincides with his birthday, from Bangkok where I will spend my present and future festivities with my own family. With my wife and the mother of my coming children, to whom I’ll teach that it’s important to pass the festivity with the family only if you do that with love and happiness that in every family should always be present. But that  it’s important in the same time, if we are not sitting at the same table during Easter and Christmas together with our dear ones, to wish to be with them, wherever we are and wherever, in my childrens’ case, one day they might be.

And today, eating lamb in a Lebanese restaurant after the Easter mass in front of Lucija and her growing belly, I’d have liked to have my father and my aunt next to me, together with my mother and my sister, but only if there was that love and that happiness of which I no longer have any memory left.

But that writing and reading this lines I hope to have transmitted.

Annunci

8 commenti su “Una Pasqua con affetto e felicità – An Easter with love and happiness”

  1. belle parole scritte col cuore..come sempre.
    grande Giuse, buona pasqua a te,Lucija e al bimbo\a che verrà,
    a presto.

  2. Me alegra que sientas de ese modo tu familia con Lucija. Y te deseo que las próximas fiestas podáis disfrutarlas todos juntos, con vuestro bebé.
    En Valencia mañana nos comemos la “mona”, un dulce típico que lleva un huevo duro y acompañamos con “longaniza de pascua”. Tradicionalmente se toma en el campo, con la familia.
    Un cruce de sabores dulces y salados que me encanta.
    Felices Pascuas y besos para ti y Lucija.

  3. carissimi,
    colazione pasquale a vrhinika con voi tre in nostri cuori,
    bači 🙂

  4. Parole mature, caro mio… il che ci fa sperare molto bene per ciò che saprai trasmettere ai tuoi figli.

    A questo punto, è rimasta solo la Pasquetta da augurarvi… Buon Lunedì dell’ Angelo!

    Giorgio, Mary & Luca

  5. io sono un pò in ritardo ma in questi giorni di festa il computer non l’ho proprio visto!!!
    un bacione lo stesso e auguri a tutti e 3!!
    bacioni

  6. Dear Giussepe and Lucia,
    before my short greeting I would like to wish you very nice time which is coming in the present. Every time when I received news of you I promise to me sent you some words from my side. But my English is so poor that I´m not able to write everything what I want to say to you.
    After our leaving back to reality from quit Burma time, the work devour me very quickly and also not so nice relationship in our department destroyed my felling about nice people and opportunity to be cool. The February and March I spent in Bulgaria and Romania on the audits. It was really nice time, a little cold and after the missions I put on a weight and I look as rotunda. At the end of April we are starting with women volleyball matches. I hope that we will enjoy our time and many wins met us:-)
    I hold my fingers to you and I remember the nice times spent together on the road.
    Have nice days Martina

  7. …. sei sempre emozionante Giuse. Hai il cuore pieno di belle cose e il tuo percorso di vita penso ti abbia lasciato tanto dentro da donare. I tuoi figli saranno davvero fortunati ad avere dei genitori come voi. Lo dico sinceramente ….. Un abbraccio

  8. Un grosso abbraccio Giuseppe e Lucija. Ci vediamo presto.
    Questa è la cosa più importante

    D


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: