Memorie mattutine di un uomo ancora ubriaco

Di: giusepe

Mag 6 PM

Categoria: Firenze, Life

1 Commento

Apertura:f/3.5
Lunghezza focale:18mm
ISO:100
Otturatore:1/1 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

The present post is only in Italian because it’s dedicated just to a small group of friends whom I would like to apologize.

“Se io non fossi io, ma mi conoscessi, potrei, qualche volta, non starmi troppo simpatico. E quello che dico e che faccio, se non fossi a conoscenza dei pensieri che portano a farmi dire e fare questo o quant’altro, potrebbe non sempre trovarmi d’accordo con me stesso, come, invece, essendo me stesso, lo sono sempre.

Prendiamo ad esempio, per essere più chiari, l’aperitivo che ho organizzato venerdì 13 Maggio per il mio ritorno in Italia e, in particolare, Firenze, dopo un anno. Spero che la maggior parte dei presenti sia venuta più per vedere la pancina di Lucija che non per sentire le mie cazzate, perchè, non so se qualcuno mi abbia trovato cambiato, ma a me sembrava di essere sempre il solito Giuseppe che, 3 anni fa, doveva partire per la Thailandia e faceva tardi tutte le sere.

Sono sempre stato bravo a convincere la gente a venire ad aperitivi, cene o qualunque altro evento che coinvolgesse il maggior numero di persone possibile, ma che avesse sempre me come protagonista principale. Una sorta di richiamo della foresta in cui la presenza degli altri serviva solo a rafforzare la mia, una festa in cui voler essere l’ospite d’onore, ma che, a questo giro, ha deluso più me che gli altri. Perchè quello che avete visto venerdì non è più il vero Giuseppe e non lo era nemmeno prima. Adesso il vero Giuseppe non ha più bisogno di bere come un cretino, di interrompere una conversazione per rispondere ad un telefono che deve squillare sempre o di far vedere agli altri quanto sono ganzo io a vivere a Bangkok e quanto sono tristi gli altri ad alzarsi e andare in ufficio ogni mattina. Adesso, se non sono riuscito a dirvelo a voce a quell’aperitivo o a farvelo capire in altro modo, ho bisogno di una donna che amo ogni giorno di più e che mi sta rendendo papà. E poco altro. Un poco altro che è fatto di quelle persone che sono riuscite a non mancare a quell’aperitivo e a tutte quelle piccole volte che riesco a dedicare loro il mio, sembra, preziosissimo tempo. Quelle persone che si chiamano amici e con le quali vorrei sempre dividere le mie esperienze di vita, una vita che mi ha portato lontano da loro. Amici che ho incontrato, abbracciato e salutato ma che ho l’impressione di essermeli visti sfumare davanti, come Willy nella foto qui sopra: dopo che l’alcool ha fatto effetto, ho paura di non aver parlato con tutti come avrei voluto  e di non aver nemmeno salutato tutti come avrei dovuto fare. La stessa paura che mi porta a scrivere queste righe davanti alla mia coscenza”.

Scritto sabato 14 Maggio e dedicato agli occhioni dell’Ila, a quelli luccicanti di Jacopino, alla velocità e disponibilità con la quale Ina mi fa sempre trovare il bicchiere pieno, alla presenza (fin dall’inizio) del Serme, al calore del Buso e alla telefonata con la Tacconi, all’amicizia vera di Willy e quella un po’ snob di Sufi, alla risata del Cola, al possente abbraccio del Circe, a quello forte e sincero, di abbraccio, del Simplo e alla carica infinita della Marcy; ai baci passionali della Vale, alla incredibile solarità di quel Matteo conosciuto in Birmania, alla pazienza e alla figura di Santa, al sorriso dell’amica che era con lei, ad Andrea che era subito lì a provarci ma anche agli altri ex-colleghi preferiti Leo, con la Carla, e Brandi che quest’anno ho lasciato senza paste; al tentativo di Viip di parlarmi in italiano (bravo!) e al gruppo capeggiato da Ronco e Sklemba, che, il giorno dopo, mi hanno organizzato una grigliata con i fiocchi; al Fava e Claudio che ho considerato il giusto ma con i quali c’è ancora tanto da dirsi; all’amicizia di un Panza versione gondoliere e alla onnipresenza del Cerchi, uno dei migliori superstiti delle superiori, e alla ritrovata Giulia, bella e divertente, come sempre vorrei che fossero le mie, ormai, poche serate a Firenze tra amici.

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Un commento su “Memorie mattutine di un uomo ancora ubriaco”

  1. ehi amico mio che dire? continua cosi!!!


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