Come un sabato qualunque – Just like any given Saturday

Di: giusepe

Lug 4 PM

Categoria: Bangkok, Firenze, Life

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Apertura:f/4
Lunghezza focale:25mm
ISO:1600
Otturatore:1/10 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

Se non ci fosse il rumore di un tuk-tuk, tra l’altro molto raro dalle parti di casa mia, a ricordarmi che sono a Bangkok, mi verrebbe quasi da dire che sono ancora a Firenze.

Non so perché, ma ci sono momenti in cui mi sembra che, pur vivendo dall’altra parte del mondo, ci siano sempre i sabato sera a ricordarmi dove vivevo e a come ero abituato a vivere. Perché, in fondo, i sabati sera, quei sabati sera in cui tu non esci ma vedi tutti gli altri uscire, sono un po’ uguali dappertutto. Gruppi di amici che si atteggiano e vestono da grandi ma che fanno notare la loro eccessiva gioventù da scherzi e movenze infantili; coppie di amiche truccate troppo solo per apparire più belle; ragazze da sole truccate poco o niente quasi per non far notare che lo siano; il classico quarantenne vestito elegante ma senza il minimo gusto, con una compagna con una gonna un po’ troppa corta per la sua età. E sembra quasi che solo il sabato sera abbiamo il coraggio e il diritto di vestirci male.

Il traffico è quello tipico del sabato sera e si nota di più camminandoci accanto, tornando a casa, che non essendoci nel mezzo, uscendo in qualche locale. E passo accanto a ristoranti pieni di persone. E sento persone parlare ad un tono più alto del normale. E sento la musica, anche quella più alta degli altri giorni, uscire da un bar in cui Lamborghini gialle e nuove Porsche bianche fanno sfoggio all’ingresso.

E per un attimo mi ricordo chi ero. O chi sono stato. E di tutti i sabati uguali e monotoni che ho passato in vita mia, me ne viene in mente uno in particolare. Sarà stato maggio o giugno, l’anno era sicuramente il 2000, era da poco che ero stato lasciato dall’Alice. Erano giorni, quelli, in cui non me la sentivo di uscire, né tanto meno di parlare con qualcuno. Specie il sabato sera. Con la mia Peugeot 206 comprata da poco, decisi, un po’ vergognandomene, di passare davanti ai migliori locali di Firenze, per vedere almeno qualche bella ragazza in minigonna o con qualche scollatura di troppo. Non ho una grande memoria, in generale, ma quel sentimento, quella frustrazione, quella voglia di uscire ma con la paura di farlo, me la ricordo ancora. E me la ricordo oggi, in questo sabato, mentre ritorno a casa.

La sola differenza è che non c’è nessuna ragazza, tra quelle che ho incontrato per strada, che mi abbia fatto venire voglia di uscire di casa stasera. Ma solo una, a casa, che mi fa venire voglia di tornarci. E la figlia che porta dentro che mi farà venire voglia di rimanerci.

If it wasn’t for the noise of a tuk-tuk, a very rare thing around the area where I live, to remind me that I’m in Bangkok, I would say that I’m still in Florence.

I don’t know why, but there are moments when it seems that, though living on the other side of the world, there are always Saturday nights that remind me where I lived and how I used to do it. Because, in the end, Saturday nights, those Saturday nights when you don’t go out but you see everybody doing it, are a bit the same everywhere. Groups of friends pose and dress like adults but is from their childish jokes and acting that they show that are too young; couples of girl friends wearing too much make-up just to appear more beautiful than they actually are; girls alone with little or no make-up at all almost as if to let us notice how beautiful they really are; a typical guy in his forties elegantly dressed but completely without any taste, with a lady wearing  too short a skirt for her age. As if only on Saturday nights we would have the courage and the right to dress so badly.

The traffic is  typical of every Saturday night and you can notice it more walking near to it, walking back home, rather than being a part of it when going out to some bar. And I pass the restaurants filled with people. And I listen to people speak louder than usual. And I hear the music, also louder than on other days, coming from a bar where yellow Lamborghini and brand new white Porsche show off at the entry.

And for a while I remember who I was. Or who I’ve been. And of all those same and monotone Saturdays I spent in my life, one in particular comes to my mind. It was May or June, the year was surely 2000, it was not much after that Alice broke up with me. In those days I didn’t feel like  going out, nor I wanted to talk to anyone. Especially on Saturday night. With my Peugeot 206 that I just recently bought, I decided, not without feeling ashamed, to drive in front of the best bars of Florence, at least to see some nice girl in mini skirt or generous décolleté. I don’t usually have a good memory, but that feeling, that frustration, that wish to go out but with the fear of doing it, I can still clearly remember. And I remember it until this day, this Saturday, while I’m walking back home.

The only difference is that there is no girl, among the ones I’ve seen on my way, that would make me feel like going out tonight, but only one, who’s at home, that makes me feel like going back home. And the daughter that she’s carrying with her that will make me feel like staying there.

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