Un piacevole cambio di abitudini – A pleasant change of habits

Di: giusepe

Ago 1 PM

Categoria: Life, Sofia

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Apertura:f/5
Lunghezza focale:51mm
ISO:100
Otturatore:1/40 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

Se c’è una cosa che ho capito è che, da quando è arrivata Sofia, la mia vita è completamente cambiata.

Ma non mi riferisco all’alzarmi nel bel mezzo della notte per cambiarle pannolini o al prenderla, ogni volta che piange, per appoggiarla tra le braccia della mamma, già pronta per darle ciò che sta chiedendo così insistentemente. Mi riferisco, per fare un esempio che sia chiaro a tutti, a quella lanterna che, in terrazza, con due candeline ed un accendino a fianco, sta ancora spettando di essere accesa. E questa immagine penso sia il simbolo di questi giorni passati sempre accanto a mia figlia: iniziare una cosa e, poi, chissà quando finirla.

È successo con le tante email a cui dovevo rispondere, ai vestiti ancora da piegare di là in camera, al capitolo lasciato a metà del libro sul comodino (ma anche da tante altre parti), alle foto di Sofia sul computer in attesa di essere sistemate, al mangiare messo sul piatto e lasciato lì a freddarsi.

«Ati!» – e ovviamente, come si può vedere (questo è il modo che ha Lucija per chiamarmi “papà” in sloveno e come Sofia mi chiamerà), lo stesso vale per questo blog.

If there’s something that I have come to understand it’s that, since Sofia is born, my life has completely changed.

I’m not referring to waking up in the middle of the night to change her diapers or to take her, every time she cries, and put her in her mother’s arms, ready to give her what she’s asking for in such a persisting way. I’m referring, to make it clear to everybody, to that lamp in the terrace that, together with two small candles and a lighter beside it, is still waiting to be lightened. And this picture is for me the symbol of these days spent constantly beside my daughter: starting something to then who knows when  finishing it.

It’s happened with all the emails I had to reply to; with the clothes still to be folded in my room; with the unfinished chapter  in the book on my bedside table – but also elsewhere ; with Sofia’s photos on the computer waiting to be arranged; with the food put on the plate  and left to get cold.

“Ati!” – and, of course, as you can see (this is the way Lucija calls me, it’s “daddy” in Slovenian, as Sofia will one day call me) the same goes for this blog.

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