Una camminata nel passato – A walk in the past

Di: giusepe

Dic 8 AM

Categoria: Bangkok, Life

2 commenti

Apertura:f/5.6
Lunghezza focale:96mm
ISO:100
Otturatore:1/30 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

Come doveva essere Bangkok 50 anni fa?!

Me ne da un’idea il libro su Jim Thompson che sto attualmente leggendo, in cui rivedo la stessa particolarità e autenticità di una città ormai completamente cambiata ma ancora, in parte, l’esotica Bangkok di cui tanti viaggiatori hanno scritto. Io non faccio certo parte di questa categoria, ma mi diverte arrivare a pagina 55 del libro di William Warren e immaginarmi quanto la Bangkok dei tempi di Jim Thompson e quella in cui sta crescendo mia figlia Sofia non siano poi così differenti.

“C’erano comunque molte inconvenienze per coloro abituati alle comodità occidentali” e quelle ancora si possono vedere ai giorni nostri, anche se io e Lucija ci siamo abbastanza adeguati alla situazione. Per esempio, se prima “l’aria condizionata (…) era virtualmente sconosciuta”, in casa nostra lo è ancora, soprattutto in un periodo come questo, dove basta lasciare porta e finestre aperte per avere aria fresca ogni mattina e un clima piacevole per quasi tutta la giornata. “L’elettricità era altamente irregolare” e devo dire che nel nostro condominio non è che le cose siano migliorate tanto! Ci sono, ogni tanto, quei blackout improvvisi per 5 minuti che, se stai lavorando al computer come Lucija, possono non far tanto piacere ma che poi lasciano solo un senso di romanticismo e nostalgia, se chiedete a me. “Non c’erano fornelli a gas” e quello, per chi non lo sapesse, è un qualcosa che manca nella nostra casa, visto che abbiamo deciso di non cucinare mai, durante questo periodo della nostra vita in Thailandia. E, infine, il problema di “acqua potabile (che) doveva essere bollita” che è saltato ai miei occhi non tanto perché è ancora così che funziona a Bangkok, ma solo perché, in questi giorni di allarmismo dovuto alle alluvioni, si è arrivati anche a consigliare di bollire l’acqua di rubinetti e piscine.

Quindi, come si può vedere, da un lato, le cose non sono cambiate tanto ed è questo il pensiero che mi accompagna uscendo di casa, con Sofia in braccio, mentre vado al mercato giornaliero vicino al canale (lo stesso canale nei pressi del quale Jim Thompson ha fatto costruire la sua casa-museo). Per strada incontro quasi tutti thailandesi, pur abitando in una strada abbastanza occidentalizzata, e per un attimo non mi accorgo dei palazzoni, dei negozi fashion e dei ristoranti che mi lascio alle spalle. Come anche quasi non sento il rumore delle macchine, ammortizzato dal nuovo manto stradale che sta rendendo Thong Lo una strada “civilizzata”.

Compro una scatola di khao kreep pak mor, palline di crepe con carne di maiale dolce, e il loro sapore di cibo tradizionale mi rimanda ai giorni passati di una Bangkok che sta sparendo ma che, come vedete, basta poco per immaginarsi come avrebbe potuto essere 50 anni fa.

How Bangkok must have been 50 years ago?!

The book that I’m reading at the moment about Jim Thompson gives me an idea, showing the same peculiarities and authenticity of a city that today changed completely but still, in a way, the same exotic Bangkok that so many travelers have written about. I’m not part of that category, but it amuses me to read on page 55 of William Warren’s book and imagine how Bangkok at Jim Thompson time and the city where my daughter Sofia is growing are not so different in the end.

“There were, however, many inconveniences for anyone used to Western comforts” and those you can still see it nowadays, though me and Lucija got used to the situation. For example, if before “air-conditioning (…) was virtually unknown”, in our home is still unknown, especially in a period like this, where it’s cool enough to leave doors and windows open to have a breeze of air every morning and a pleasant weather for all day long. “The electricity was highly erratic” and I have to say that in our condo this didn’t change much! There are sometimes sudden blackouts for 5 or more minutes that, if you’re working on computer as Lucija is, can be very unpleasant but that then leave a sense of romanticism and nostalgia, if you ask me. “There were no gas stoves” and this is something, for those who don’t know, that is missing at our place, considering that we decided not to cook during our stay in Thailand. And, in the end, the problem of “drinking water (that) had to be boiled” that jumped in my eyes not because it would still represent a norm here in Bangkok, but just because, in these days of general panic due to the floods, it was advised to everyone to boil tap water or even water from swimming pools, in case of emergency.

So, as you can see, from one hand, things have not changed so much and it’s with these thoughts that I go, with Sofia in my arms, to the daily market near the canal (the same canal where Jim Thompson had his his museum-house built). On the way I meet only Thais, even though we live in a quite Westernized street, and for a while I don’t notice the tall buildings surrounding the area, the fashion shops and the restaurants that I leave behind. In the same way I don’t hear the noise of cars, absorbed by the new asphalt layer that is about to make Thong Lo an even more “civilized” street.

I buy a box of khao kreep pak mor, sweet pork inside small crêpe dumplings, and that flavor of traditional food sends me back to the past days of  Bangkok that are disappearing but that, as you see, it’s doesn’t take too much effort to imagine how it must have been 50 years ago.

 

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2 commenti su “Una camminata nel passato – A walk in the past”

  1. Ciao Giuseppe, come si chiama il libro e l’autore?

    mi piacerebbe leggerlo

    • Jim Thompson The Unsolved Mystery di William Warren.
      Mia zia, nel bookshop di Jim Thompson House lo trovò addirittura in italiano.


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