Un pensiero al confine – A thought at the border

Di: giusepe

Giu 1 AM

Categoria: Italy, Slovenia

1 Commento

Apertura:f/6.3
Lunghezza focale:96mm
ISO:100
Otturatore:1/100 s
Fotocamera:Canon EOS Kiss Digital X

Aspettando gli Europei di calcio, in cui basterà l’inno di Mameli per farci sentire tutti più italiani, posso dirvi che, se mai a qualcuno interessasse, dopo tanto tempo passato a Bangkok e scrivendo adesso dalla Slovenia, a me basta anche meno per sentirmi (ancora) italiano.

Mi è successo giusto qualche giorno fa, ad Opicina, terra di confine tra Italia e Slovenia, dove i genitori di Lucija vanno spesso a fare la spesa alla Conad. Mi è bastato vedere due vecchie Cinquecento tirate a lucido, entrare in una piccola ma fornitissima edicola e prendere un caffè al bar per sentirmi sventolare dentro la bandiera tricolore della mia italianità. Il sentir parlare italiano, invece, mi ha lasciato pressoché indifferente, visto che le occasioni per parlare e sentirlo parlare a Bangkok non mancano di certo. Cosa invece mi ha colpito (e che a volte mi dimentico) è la diversità che questa lingua assume nei dialetti che neanche io, nel caso del triestino, riesco a capire. Questo però non fa di me un italiano peggiore di tanti altri nonostante la poca italianità con cui ho riempito la mia vita: vivo a Bangkok, mangio e parlo thailandese quasi tutti i giorni, ho sposato una slovena in Slovenia, mia figlia è nata a Bangkok, il mio nuovo blog lo scrivo in inglese, con i miei migliori amici parlo in inglese, la maggior parte dei libri che leggo è in inglese. Vorrei vivere a Parigi o Amsterdam, il mio viaggio dei sogni è la Kamchatka, quello più interessante è stato in Albania e chissà quando mi deciderò a studiare l’arabo. Avrei voluto vedere la Jugoslavia unita, ho un po’ di Paesi Baschi nel cuore, sangue sardo nelle vene. Ho una casa in Slovenia, una a Firenze, ma non vivo in nessuna delle due. Ho smesso di mangiare alle una e alle otto di sera, ho smesso di cucinare pasta, ho praticamente smesso di giocare a calcio, ma non di seguirlo in televisione. Non guardo più Ballarò e Santoro, non leggo più Internazionale.

Cosa mi è rimasto di italiano è la capacità di stare con la gente e di divertirsi anche con un solo bicchiere di vino, purché sia buono. Di far ridere la gente con battute che nascono nella mia mente in italiano ma che escono dalla mia bocca in lingue differenti. Di non prendersi troppo sul serio, di far lavorare gli altri, di godere delle cose belle della vita.

Non importa vivere in Italia per fare tutto questo, non sono solo in Italia le cose belle. Ma venirci, anche solo entrarci, almeno una volta all’anno, non può certo far male. E poco importa se i nostri connazionali non li sentiamo più come fratelli, come l’inno di Mameli ci ricorderà tra qualche giorno. Sentirli come parenti alla lontana che ci fa fatica di andare a visitare tutte le volte, serve comunque a non dimenticare di essere italiani.

While waiting for Euro 2012, when Mameli’s anthem will again let us feel more Italians, I can say that, to whomever might be interested, after the time spent in Bangkok and writing right now from Slovenia, I need less than that to feel myself (still) an Italian.

It happened some days ago, in Opicina, a land on the border between Italy and Slovenia, where Lucija’s parents go often to buy things at the local Conad supermarket. It was enough to see two old Cinquecento, all spruced up, to enter in a small but well-furnished newsstand and to take a coffee in a bar to feel the tricolored flag of my Italian spirit waving. But listen to people talking Italian made no such effect, considering that occasions to speak and listen someone speak Italian are not rare at all in Bangkok. What struck me instead (something that I sometimes forget) is the diversity that this language shows in its dialects that not even I, in the case of Trieste way of speaking, can fully understand. But this doesn’t make me any worse an Italian than others despite my scarse remains of italianity that fill my life: I live in Bangkok, I eat and speak Thai almost every day, I married a Slovenian girl in Slovenia, my daughter was born in Bangkok, my new blog is written in English, I speak English with my best friends, most of the books I read is in English. I would like to live in Paris or Amsterdam, the trip of my dreams is Kamchatka, the most interesting one that I made was Albania and who knows when, if ever, will I start to study Arabic language, as I’d love to. I’d have liked to see the united Yugoslavia, I have a piece of Basque country in my heart, Sardinian blood in my veins. I have a house in Slovenia, one in Florence, but I don’t live in any of them. I no longer eat precisely at 1pm and 8pm as before, I no longer cook pasta, I practically quit to play soccer, but I still follow it on tv. I don’t watch Ballarò and Santoro on tv anymore, I don’t read Internazionale no more.

What’s left of Italian spirit in me is the capacity to stay with people and have fun with just a glass of wine, as long as it is a good one. To make people laugh with jokes that are born in Italian in my mind but come out from my mouth in different languages. To not take myself too seriously, to let others work, to enjoy the beautiful things life gives us.

It’s not necessary to live in Italy to do it, beautiful things are not confined only to Italy. But coming here, just entering can also do, at least once a year, is not bad at all. And it’s not necessary either if we don’t consider our countrymen as brothers, like Mameli’s anthem will remind us in a few days. To feel them as far away relatives that we don’t want to visit at all times, anyways serves not to forget to be an Italian.

Annunci

Un commento su “Un pensiero al confine – A thought at the border”

  1. sei sempre un grande giuseppe e se riesco a vendere una casa di sicuro ti raggiungo visto che sono stanco anche io di questa Italia che parla bene ma razzola male. Un saluto a te la moglie e la piccola. ciao


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: