Ritorno in me stesso – Return to myself

Di: giusepe

Lug 8 PM

Categoria: Firenze, Life

1 Commento

Apertura:f/6.3
Lunghezza focale:63mm
ISO:800
Otturatore:1/100 s
Fotocamera:Canon EOS 60D

In una serata che non mi appartiene, a lavare piatti e bicchieri che non so dove poi debbano essere rimessi, in una cucina di una casa non mia, ritorno ad essere fiorentino. Come se, per un attimo, tutto, anche le voci fuori e il rumore dei motorini che passano, facessero di nuovo parte della mia vita.

E, invece, in questa vita fiorentina ci sono passato solo di passaggio. Un paio di giorni, non di più, giusto per far vedere Sofia a mio padre, per chiudere il conto in banca (l’ennesima vecchia radice tagliata che mi teneva attaccato alla mia città) e per vedere chi è stato possibile vedere. L’ospitalità in casa di un sempre più caro amico, una cena tra vino e amici, un buon gelato, il Cupolone sempre lì dove l’avevo lasciato, la sera prima di ripartire. La felicità difficile da nascondere anche per mio padre con Sofia in braccio, la visita ad una vicina di casa ormai centenaria e a carissimi amici di famiglia, la sorpresa fatta ad un amico che ora lavora da Baldovino, sosta obbligatoria di ogni nostro passaggio a Firenze, il giorno prima. Queste le cose per cui vale ancora la pena di tornare a Firenze. O almeno per cui ne è valso la pena tornarci adesso.

L’aria che si respira, le voci in dialetto che vengono da dentro i negozi, le vecchiette che passano davanti alle code, il non trovare parcheggio, tutto sembra rimasto uguale a quando ci giravo in Peugeot 206 rossa e senza Lucija. L’effetto strano è che, a girarci adesso, a piedi e con Sofia in braccio, sembra che nessuno si sia accorto della mia assenza. Giro sperando di trovare qualcuno che conosco nel mio cammino, come per sperare che sono ancora nei pensieri e nei commenti della mia gente, ma l’unica persona conosciuta che riesco ad incontrare è solo Irene Grandi.

Le vado a trovare io a casa, allora, le persone che voglio vedere. E ritorno ad essere me stesso, a parlare della Thailandia e di un mondo lontano e differente, un po’ strano e un po’ straniero, prima di ritornare a sentirmi normale tra gli stranieri. Senza però prima non apprezzare e dare importanza a quel momento che mi ha fatto sentire non solo benvenuto, ma soprattutto bentornato. Tornato, per un attimo, di nuovo fiorentino.
Disegno di Jacopo Chianni

 

On a night that I have no part in, doing the dishes and arranging glasses that then I don’t know where to put, in a kitchen of a house that is not mine, I return to be a Florentine. Just as, for a moment, everything, even the voices from outside and the noises of scooters passing by, was a part of my life again.

But  in this Florentine life I’m actually just passing through. A couple of days, not one more, just to let my father see Sofia for the first time, to close my bank account (another old root chopped off that kept me attached to my city) and to see whoever it’s been possible to see. The hospitality of an ever more dearest friend, a dinner with wine and friends, a good ice-cream, the Cupolone always there where I have left it, all this on the night before leaving again. The happiness hard to hide even for my father with Sofia in his arms, the visit to a now already centenarian neighbor and other beloved family friends, the surprise for a friend that now works at Baldovino, an obligatory stop every time we are in Florence, the day before. All these are the things that make returing to Florence worthwhile. Or at least for this time.

The air I breathe, the voices in dialect coming from the shops, old ladies always cutting the queus, the impossible-to-find parking spaces, everything seems the same since I drove around the city with my red Peugeot 206, then still without Lucija. The strange thing is that, going around Florence on foot and with Sofia in my arms, it’s like nobody noticed my absence. I walk and walk hoping to find someone that I know, as if I was hoping to still linger in the thoughts and the comment of my people, but the only known person I’m happen to meet is just Irene Grandi.

So I go to their houses, the houses of the people I want to see. And I return to be myself, talking about Thailand and that very far and different world, being both strange and a stranger at once, before eventually returning to be normal between the strangers. Not before appreciating and giving importance to that moment that makes me feel not only welcome but most of all welcome back. Back to be, for a moment, a Florentine once again.

Drawing by Jacopo Chianni

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Un commento su “Ritorno in me stesso – Return to myself”

  1. Bentornato. Era un po’ che non scrivevi da queste parti e grazie per la passeggiata.


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