Non lo dite a nessuno però – Don’t tell anyone

Di: giusepe

Nov 4 PM

Categoria: Thailand, Travel

2 commenti

Apertura:f/5.6
Lunghezza focale:78mm
ISO:1600
Otturatore:1/80 s
Fotocamera:Canon EOS 60D

A quanto pare, allora, ci sono ancora posti incontaminati in Thailandia. Ed è stata davvero una sorpresa girare per Phrae e Nan senza incontrare farang.

Non che la Lonely Planet non ne parli, intendiamoci, è solo che la rotta Sukhothai-Chiang Mai-Chiang Rai tende a tenere lontani i turisti stranieri da questa parte al nord della Thailandia, al confine del Laos, e che invece meriterebbe di essere visitata con la stessa calma con la quale essa accoglie i suoi visitatori.

Il nostro giro inizia a Lampang, dove arrivire Pamo col treno notturno e prendiamo un auto a noleggio nel tentativo di raggiungehrae, Nan e qualche villaggio al nord di quest’ultima. E la prima sensazione strana, dopo quella di aver passato la notte in un treno diverso da tutti quelli notturni che finora avevamo preso in Thailandia, è quella di guidare, per la prima volta, con il volante a destra: i pedali sono allo stesso posto, si cambia con la mano sinistra, ma poi è pressapoco lo stesso. I motorini e le biciclette sono sempre dal lato più lontano da noi e le macchine che vengono in direzione opposta vicino a noi. Quello che cambia è che le frecce si inseriscono con la destra e che quello che io azionavo ad ogni curva era il tergicristalli! Non mi voglio immaginare come avrei guidato durante la stagione delle piogge.

Tornando al nostro giro, le cose da vedere a Phrae sono tutte in una strada: un bel tempio con un museo in cui una delle cose più interessanti è stare a vedere quanto ci mette un giovane monaco ad aprire tutti quei lucchetti della doppia porta principale; un bar carino con pochissime torte ma un buon cappuccino; un negozietto che sembra una baracca con cartoline e souvenir simpatici; e una graziosa residenza trasformata in museo, dagli esterni bianchi e rosa e gli interni bianchi e verdi. Poco altro, ma abbastanza per tenere i turisti lontano. Anche se uno lo incontriamo (un giovane neolaureato tedesco), ci mangiamo insieme al mercato notturno, gli diamo qualche consiglio, lo ritroviamo a Nan e poi lo portiamo in macchina e lo salutiamo a Lampang.

Nan ha molto di più da offrire ed è una delle mete preferite dai thailandesi, per le sue temperature invernali e per i magnifici affreschi di Wat Phumin, di cui i due amanti sopra rappresentati ne sono il simbolo. E per le gare con le barche con la testa di drago, ma che non riusciamo a vedere da nessuna parte, se non al Museo Nazionale. Ci spingiamo più a nord che possiamo e ci ritroviamo in dei villaggi praticamente deserti, a poche centinaia di metri dal confine con il Laos, contornati da risaie, alberi di teak e montagne. Paesaggi dai colori stupendi, dal cielo limpido, differenti da quelli già visti a Chiang Mai e dintorni. E l’emozionante scena di Sofia circondata da un gruppo di vecchiette dai vestiti tradizionali e dall’accento melodico davanti ad un tempio, dove un gruppetto di musicisti intona una canzoncina tipica del Nord, seduti accanto ad un campo di bocce.

E poi Lampang, la nostra cara Lampang, uno dei luoghi più belli, secondo me, in Thailandia. Perchè Lampang ha tutto: un piacevolissimo guesthouse sul fiume a 800 baht per camera; un buonissimo ristorante dove la cosa più cara costa 100 baht; uno dei templi più belli di tutto il paese, seppur in ristrutturazione; un centro di conservazione degli elefanti, in cui Sofia è sembrata molto a suo agio e divertita; e un centro storico, adesso ristrutturato e meglio pubblicizzato di qualche anno fa, fatto da vecchie palazzine che piano piano si stanno convertendo in caffè e musei.

Un viaggetto, l’ennesimo nostro giro all’interno della Thailandia, che questa volta ci ha stupito per la sua tranquillità e semplicità. L’ennesima dimostrazione che la vera Thailandia si può ancora trovare da qualche parte e che sia un qualcosa che con le nostre Lonely Planet alla mano, la nostra bottiglia di Chang nell’altra e una maglietta di pessimo gusto comprata a Khao San Road non riusciremmo a cambiare. Chissà ancora per quanto.  Voi, nel dubbio, non lo dite a troppe persone quello che avete letto.

It seems there are still uncontaminated places  in Thailand. It was a real surprise going around Phrae and Nan without meet any farang.

It’s not that Lonely Planet doesn’t write about those places, let’s make it clear, is just that the route Sukhothai-Chiang Mai-Chiang Rai tend to keep foreigner tourists away from this northern part of Thailand, on the border with Laos, however it deserves to be visited instead with the same calm those places welcome its visitors.

Our trip starts in Lampang, where we arrive with a night train and where we rent a car in the attempt to reach Phrae, Nan and some village north of the latter. The first strange feeling is, after spending the night in a different train than  those we usually have taken, to drive a right hand car for the first time: brake and clutch pedals are in the same place, you change gear with your left hand but then it’s practically the same thing. Motorbikes and bicycles are always far from us and cars coming in the opposite direction are always beside us. What also changes is that indicators are on the right and what I was activating all the time was the screen wipers!  Thank God we weren’t in the middle of the rainy season.

Going back to our trip, things to see in Phrae are all to be found in a single street: a beautiful temple with a museum where the most interesting things to do is to look on as a young monk takes forever to open all those locks of the main door; a nice bar with very few cakes but good cappuccino; a small shop that looks like a shack with nice postcards and souvenirs; and a pretty residence, with pink and white exterior and green and white interior. Not much more, but still enough to keep the tourists away. Although we met one – a young newly-graduate from Germany – we had a dinner together at the night market, we gave him some advice, we met him again in Nan and we gave him a ride back to Lampang, where we said goodbye.

Nan has a lot more to offer and it’s one of the favorite travel destinations for Thais, for its cool ”winter” weather and the magnificent frescoes of Wat Phumin, of which the two lovers above are the most recognizable symbol. And for its boat races, barges here are distinctively shaped in head of a dragon, but that we couldn’t see anywhere but in the National Museum. We go as far as we can and we find our self in practically deserted villages , a few hundred of meters from Laos border, surrounded by rice fields, teak trees and mountains. Wonderfully colored landscapes with a limpid sky, different from the one we could see in Chiang Mai and around. And how emotional was the scene of Sofia encircled by a group of old ladies dressed in traditional costumes, with their melodic northern accent in front of a temple where a bunch of musicians just started to play a typical  Northern Thai song, seated just next to a bowling field. 

And then Lampang, our beloved Lampang, one of the most beautiful places in Thailand if you ask me. Because Lampang has everything: a very pleasant guesthouse on the river for 800 baht per room; a delicious restaurant where the most expensive dish costs 100 baht; one of the most beautiful temples in all the country, although currently under renovation; a conservation center for elephants, where Sofia proved very confident and amused  and a historic center, now renovated and better promoted than some year ago, consisting of old palaces that are being converted in cafes and museums.

A small trip, just another in a series of our  Thailand journeys, that this time surprised us for its tranquility and simplicity. Another proof that you can still find the real Thailand somewhere and that it’s something that with our Lonely Planet in one hand, our Chang bottle in the other hand and a poor taste t-shirt bought in Khao San Road cannot be changed. God knows until when.  If in doubt, don’t tell too many people about what you just read.

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2 commenti su “Non lo dite a nessuno però – Don’t tell anyone”

  1. Ma che vu’ siete sempre in giro?!?
    io ero a Napoli lo scorso weekend, sono andato alle Terme Stufe di Nerone e a Capo Miseno.. bello boia deh
    ah, ti ho salutato il S.Paolo 🙂

    • E bravo il nostro Andrea, che si spinge fino a quelle terre dimenticate da Dio ma in cui un altro dio è passato e ha lasciato il segno.

      Quante cose ancora da vedere nel mondo…


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