La Bangkok attuale – The present Bangkok

Di: giusepe

Ago 8 PM

Categoria: Uncategorized

1 Commento

Mio caro Lino, Bangkok intanto è Bangkok. E se è rimasta Krungthep nel Thailandese parlato e nelle targhe delle macchine, in realtà nella famosa Città degli Angeli, di angeli qua non ce n’è traccia. Tante brave persone, ma niente di paradisiaco.

La Bangkok attuale è tutta in questa foto: lo skytrain che sovrasta e oscura Sukhumvit Road, una betoniera che regolarmente passa per andare a tirare su l’ennesimo condominio e mia figlia che guarda il tutto. In realtà c’è un altro elemento che lascia ancora qualche speranza a questa città ed è quel motorino che passa sopra il marciapiede. In questo processo che porta intere street-food ad essere smantellate per fare spazio a nuovi palazzoni in cui quasi nessuno andrà a abitare, a non poter più parcheggiare i motorini sul marciapiede per avere una città più pulita sul modello singaporiano, a Bangkok si può ancora passare sul marciapiede in motorino, per evitare il traffico di Sukhumvit, senza che i pedoni ti mandino a quel paese. E questo costruire, distruggere e rifare, creare qualcosa di nuovo ma senza badare minimamente al vecchio, rende Bangkok estremamente eccitante ma umanamente crudele. Come se tutti aspettassimo la nuova versione di Bangkok come quando esce quella del nuovo iPhone, per essere tutti alla moda, per avere tutti quello che hanno gli altri, per non rimanere indietro. Un nuovo shopping mall, un nuovo condominio, un nuovo grattacielo con skybar, un nuovo ristorante, un nuovo caffè, nuovi taxi, una nuova linea dello Skytrain, un allungamento della metropolitana.

Dopo 27 anni nella statica Firenze e 7 anni nella dinamica Bangkok, non so esattamente cosa preferire. Ben vengano le novità, l’ho sempre detto, ma vuoi mettere l’emozione di essere davanti a qualcosa di storico o al tornare dopo anni nello stesso posto dove cucinano sempre la stessa cosa? Son dell’idea che a volte il troppo nuovo può venire a noia allo stesso modo del monotono vecchio.

Ma finchè un nuovo ristorante è originale e ben fatto come Broccoli Revolution, da cui ho fatto la foto a Sofia; finchè ancora non smantellano la street-food in soi 38; finchè non fanno il monorail in Thong Lo; e finchè posso ancora passare col motorino sui marciapiedi, io sono proprio contento di stare a Bangkok. Con tutti i suoi problemi, conosciuti da anni o paurosamente attuali, Bangkok è una città da vivere. E in cui sentirsi vivi.

My dear Lino, Bangkok first of all is Bangkok. And if it’s still Krungthep in the spoken Thai and on the car plates, in reality in the famous City of Angels there’s absolutely no Angels. Lots of good people, but nothing I’d call a Paradise.

The present Bangkok is all there on this photo: the Skytrain that stands above obscuring Sukhumvit Road, a cement mixer that regularly passes to yet another condominium building site and my daughter watching it all. Actually there is something else that leaves some hope for this city and it’s that motorbike passing on the footpath. In this process where whole street-food areas are taken apart to give space to new buildings where barely anyone will go to live; where you can’t park anymore your scooter on the footpaths in order to have a more Singapore-style clean city; you can still go over the footpath with your motorbike, to avoid the traffic on Sukhumvit Road, without pedestrians screaming at you. This building, destroying and rebuilding, creating something new with no care for the old, makes Bangkok an extremely exciting but humanely cruel city. Just as if we were all waiting for the updated version of Bangkok in the same way that we await a new model of iPhone, in order to be fashionable, to have what everybody else has, not to fall behind. A new shopping mall, a new condo, a new skybar, a new restaurant, a new caffè, new taxis, a new Skytrain line, a new line of the underground.

After 27 years in the static Florence and 7 years in the dynamic Bangkok, I honestly don’t know what to prefer. Warm welcome to the new things, I’ve always sustained, but is it better the emotions you feel in front of something historic as well as the good feeling in coming back years after years to the same place where they cook the same thing years after years? I believe that too much new can be just as boring as the monotone ”good old”.

But as long as the new restaurant is original and well made as Broccoli Revolution, where this shot was taken; as long as they are not destroying (yet) our favorite street-food in soi 38; as long as there is (still) no monrail in Thong Lo; and as long as I can still pass with my scooter on footpaths, I’m very happy to live where I live. With all its problems,  old or frighteningly new, Bangkok is still a city where you can live. And where you feel alive. 

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Un commento su “La Bangkok attuale – The present Bangkok”

  1. Non so chi sia Lino, ma caro mio alla fine vengo a (ri)vedere Bangkok con i miei occhi!!


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