Vecchie abitudini – Old habits

Di: giusepe

Ott 6 AM

Categoria: Art, Bangkok

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Apertura:f/2.4
Lunghezza focale:4.12mm
ISO:50
Otturatore:1/2008 s
Fotocamera:iPhone 5

Se c’è una cosa che davvero mi manca del non vivere più in Italia o in qualsiasi città europea, è il potere andare in qualche museo o in qualche palazzo storico nel weekend.

Mostre interessanti o importanti nei migliori musei italiani ed europei o visite a residenze con una storia vecchia almeno 500 anni, per chi vive in Europa, è cosa relativamente normale, ma decisamente più difficile da trovare in città asiatiche come Bangkok. Eppure devo ammettere che c’è comunque un certo fascino anche a girare per Bangkok alla ricerca di luoghi ed edifici storici. Prima di tutto perché dietro alla costruzione di tali palazzi c’è quasi sempre un architetto italiano, a testimonianza di un periodo storico che aveva come protagonisti architetti e artisti stranieri che si ritrovavano nell’esotica Bangkok a modernizzare le strade e l’architettura della capitale di un Siam che si stava aprendo alle influenze straniere grazie al volere di re Chulalongkorn. E Phaya Thai Palace ne è una prova quantomai sublime.

Fatto costruire da Rama V come casa di campagna, oggi Phayathai si trova all’interno del complesso ospedaliero di Pramongkutklao e la sua visita è un’esperienza tutta particolare, con la sua torre pittoresca e i suoi dettagli elaborati, tranquillamente inseriti nella routine giornaliera di infermiere di passaggio e ambulanze che vanno e vengono.

C’è una visita guidata in thailandese che in realtà aggiunge ben poco a quel che uno può trovare scritto su internet ma che è l’unico modo per accedere alle stanze della struttura. I video a cui veniamo sottoposti all’inizio della visita ricreano abbastanza bene l’evoluzione di tutto il complesso, nato appunto come seconda residenza del sovrano dell’epoca e trasformata poi in dimora permanente dalla Regina Sri Patcharinthra e successivamente in albergo, per un breve periodo, dal proprio figlio una volta salito al trono come RamaVI. Le spiegazioni a cui veniamo poi sottoposti ad ogni stanza sono in realtà ridondanti e poco interessanti e per una volta devo ringraziare Sofia e Mila che ci permettono di uscire dal gruppo e visitare il resto del palazzo in maniera più sbrigativa. Peccato solo che della famosa Dusit Thani, la città in miniatura dove Rama V e Rama VI si divertivano a fare le prove di amministrazione della città, non rimanga più nulla, ma la delusione è ben presto dimenticata da una pausa caffè nel caratteristico Café de Norasingha, una ricostruzione di quel che doveva essere stato il primo caffé all’europea di Bangkok.

Non sarà come visitare il Corridoio Vasariano o una mostra di Caravaggio al Museo di Capodimonte, ma per un orginale tuffo nel passato nella “vecchia” Bangkok direi che non ci si può assolutamente lamentare.

 

If there’s  something I really miss about Italy or anywhere else in Europe, it is the easiness to visit museums or historic buildings on weekends.

Interesting and important exhibitions in the best museums of Italy and Europe or visits to residences with at least 500 years of history for whom lives in Europe is something relatively normal but a bit more unusual and difficult to find in Asian cities like Bangkok. I have to admit though that there is a kind of charm in going around Bangkok looking for historic places and buildings. First of all, because there is always some Italian architect behind the scene, as the evidence of a historic era where foreign architects and artists were the main characters in the modernization of the streets and the architecture of the exotic capital of Siam, a country that was opening to foreign influence thanks to the will of King Chulalongkorn. And Phayathai is one of the most sublime proofs.

Built by Rama V as his countryside resort, today Phayathai is situated inside the complex of Pramongkutklao Hospital and visiting it is a very peculiar experience, with its picturesque tower, its elaborated details, peacefully included in the daily routine of nurses and ambulances coming and going. 

There is a tour guide in Thai that honestly doesn’t give anything more than you can find on internet but it’s the only way to enter the rooms of the building. The videos that you are forced to watch well recreate the evolution of the complex through the years, when it was built to be the King’s second home and then became the permanent residence of Queen Sri Patcharinthra and subsequently transformed for a short period in a hotel by her son Rama VI. The explanations we received in every room are superfluous and not very interesting and for once I have to thank Sofia and Mila to allow us to exit from the group and to visit the rest of the palace in a faster and more efficient way. Too bad that of the famous Dusit Thani, the miniature city where Rama V and Rama VI simulated the administration of the city, nothing is left, but the disappointment is soon forgotten by a coffee at Café de Norasingha, a recreation of Bangkok’s first European café. 

Definitely not same as visiting the Vasari Corridor or a Caravaggio exhibition at Capodimonte Museum, but if you are looking for an original leap into the past you will not be disappointed. 

 

 

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